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title: Le politiche monetarie espansive creano bolle speculative?
description: "Una delle frasi che più sentiamo dire nell’industria della gestione di portafoglio oggigiorno è “we are late in the cycle”, il ciclo economico sta finendo. Per capire che significa e contestualizzarlo in un contesto economico ci ispireremo ad un capitolo del libro di Ray Dalio: “Big Debt Crisis”, adattandolo all’evidenza dei dati empirici del mercato US.
Il grafico sotto rappresenta l’andamento di un tipico debt-cycle di lungo termine, la linea blu e quella rossa rappresentano rispettivamente il debito totale come percentuale del GDP e il cosidetto debt service, l’ammontare (sempre in percentuale del GDP) che andranno ad essere estinti nei seguenti 12 mesi."
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[Fürstenberg SIM Magazine ](https://magazine.furstenbergsim.eu)

# [Le politiche monetarie espansive creano bolle speculative?](https://magazine.furstenbergsim.eu/le-politiche-monetarie-espansive-creano-bolle-speculative)

 Scritto da [Team Investimenti](https://magazine.furstenbergsim.eu/author/team-investimenti) | 31-lug-2019 9.00.00

Una delle frasi che più sentiamo dire nell’industria della gestione di portafoglio oggigiorno è “***we are late in the cycle***”, il ciclo economico sta finendo. Per capire che significa e contestualizzarlo in un contesto economico ci ispireremo ad un capitolo del libro di **[Ray Dalio](https://it.wikipedia.org/wiki/Ray_Dalio)**: “*Big Debt Crisis*”, adattandolo all’evidenza dei dati empirici del mercato US.

Il grafico sotto rappresenta l’andamento di un tipico *debt-cycle *di lungo termine, la linea blu e quella rossa rappresentano rispettivamente il debito totale come percentuale del GDP e il cosidetto *debt service*, l’ammontare (sempre in percentuale del GDP) che andranno ad essere estinti nei seguenti 12 mesi.

## La prima parte del ciclo

Nella prima fase del ciclo il debito cresce sostanzialmente, ma meno che proporzionalmente rispetto alla crescita del GDP, è considerata la parte “buona” del ciclo. I tassi calano e Il debito viene utilizzato per finanziare attività che producono una crescita rapida (ad esempio espandere business e aumentare l’efficienza produttiva). In questa fase i bilanci sono ancora “puliti” e il livello di debito è sostenibile, c’è ampio spazio per il settore privato, governi e banche per indebitarsi, vi è crescita economica e la crescita del debito e l’inflazione sono sotto controllo, nel gergo tale fase è chiamata la **“Goldilocks Economy”**.

## La bolla

In questa fase del mercato il debito cresce più velocemente del GDP, questa parte è accompagnata da un aumento generale delle valutazioni delle attività finanziarie, i tassi scendono e convergono al tasso neutrale e rendono tutte le classi di investimento (come l’azionario o l’immobiliare) più attraenti in termini di valutazione, generando un “*wealth-effect*” positivo. Questo ciclo di lungo termine può andare avanti per decenni.  La ragione per tali cicli cui possono durare per così tanto tempo è che la banca centrale progressivamente abbassa i tassi, il che rende più alto il valore degli asset e, di conseguenza, la ricchezza delle persone. Questo previene un aumento del “*debt burden*” e degli spread applicati per ottenere credito.

L’aumento dei profitti corporate, delle valutazioni degli asset aumenta le valutazioni e le capacità delle imprese di prendere a prestito più denaro. Questo processo si auto-alimenta, nel senso che un aumento generale della ricchezza e delle valutazioni crea un “*wealth effect*” positivo aumentando la capacità degli operatori nel mercato di prendere a prestito denaro. Questo avviene perché la capacità di prendere a prestito denaro è determinata dalla proiezione dei ricavi futuri, dal valore delle garanzie (che in questo stadio cresce) e dalla capacità del sistema di prestare denaro.

Un esempio sono le azioni: l’aumento generale delle azioni porta le persone a sentirsi più ricche e ad una maggior spesa e maggiori investimenti, che aumentano gli utili delle aziende, che aumentano il prezzo delle azioni, che diminuiscono i credit spread e incoraggiano ancora più debito (a causa di maggiori utili e un aumento del valore delle azioni usato come garanzia per richiedere credito). Questo processo di aumento delle valutazioni azionarie è sospinto anche nel mercato dalla cosiddetta FOMO (“Fear Of Missing Out”) momento in cui nessun operatore del mercato vuole rimanere escluso dall’aumento dei prezzi delle azioni.

Secondo *Dalio* siamo alla fine di un ciclo di lungo termine, egli porta ad evidenza i tassi di interesse, che dopo essere arrivati al limite di zero hanno subito un processo di rialzo dalla banca centrale. A supporto di questa tesi è innegabile vedere come le politiche monetarie espansive ai governi abbiano perso forza nella generazione del GDP.

L’aumento del debito è per diversi economisti e operatori di mercato ‘*l’elefante nella stanza’* (quella cosa di cui tutti sanno ma di cui nessuno parla). Il grado di leva finanziaria di fine ciclo ha raggiunto livelli preoccupanti non solo a livello corporate ma anche personale (infatti se si sommano i prestiti agli studenti e per le auto, le carte di credito, le linee di credito e i mutui siamo a circa 13 trilioni, il massimo storico).

**Le società hanno tratto vantaggio dai dai tassi bassi: il debito corporate in relazione al GDP ha raggiunto massimi storici, superando addirittura il picco del 2009. **

 

Importante notare non solo che il debito corporate è aumentato, ma anche la qualità media del credito è deteriorata. Una decade di tassi pressoché azzerati ha portato ad un boom da parte degli investitori dei cosiddetti *TINA Trades *(“*There is No Alternative*”), dove gli investitori pur di portare a casa un seppur minimo rendimento positivo sono stati “costretti” a spostare la propria *asset allocation* verso obbligazioni più rischiose rispetto ai governativi. Tale boom ha gonfiato sostanzialmente il mercato della parte meno sicura del credito: ad oggi più del 50% del debito *investment grade* (ovvero il comparto più sicuro) è nel livello più rischioso BBB, circa un terzo del debito corporate in essere appartiene alla categoria *High Yield o Leveraged Loan* (la parte più rischiosa in assoluto del credito).

I 4 trilioni di *[Quantitative Easing](https://it.wikipedia.org/wiki/Allentamento_quantitativo)* iniettati dalla Fed hanno fatto sì che una grossa parte di questa accumulazione di debito ha formato la base per l’ondata di *[buybacks](https://it.wikipedia.org/wiki/Buy-back)* che ha coinvolto il mercato azionario statunitense negli ultimi anni i spingendo in alto le valutazioni azionarie (il rally di inizio anno dell’azionario è spiegato in larga parte dai buybacks).

 

Chi gestisce questa *asset class* deve tenere gli occhi aperti nella selezione titoli, in caso di recessione potrebbe esserci una ondata di “*fallen angels*” (cioè i bond che vengono declassati da *investment grade* a *high yield*). Questo accumulo di debito coinvolge principalmente le società di piccole dimensioni negli Stati Uniti, le *small-cap* hanno un grado di leva di circa x1,75 rispetto alle società dell’S&P500. A seguito dell’inversione della curva di marzo e una potenziale recessione nel 2020 potrebbe essere saggio per un investitore privato affidarsi ad un gestore attivo nelle *asset class* del credito US e delle *small cap* US.

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