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title: "PIR: una buona legge con molti dubbi"
description: La legge sui PIR rappresenta  l’esempio di come una normativa molto lungimirante per gli obiettivi che si è posta, nella pratica rischi di creare o bolle speculative (come all’inizio sui titoli meno liquidi) o un grosso disallineamento tra la liquidità dello strumento e la liquidabilità del contenuto, cioè dei titoli  che sono all’interno del fondo, rendendo questo strumento di investimento una buona opportunità fiscale che però va compreso molto bene prima di sottoscriverlo.
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[Fürstenberg SIM Magazine ](https://magazine.furstenbergsim.eu)

# [PIR: una buona legge con molti dubbi](https://magazine.furstenbergsim.eu/pir-una-buona-legge-con-molti-dubbi)

 Scritto da [Team Investimenti](https://magazine.furstenbergsim.eu/author/team-investimenti) | 4-lug-2019 8.26.58

La legge sui [PIR](https://magazine.furstenbergsim.eu/fondi-pir-bilancio-del-2018-e-gli-errori-da-non-ripetere) rappresenta  l’esempio di come una normativa, molto lungimirante per gli obiettivi che si è posta, nella pratica rischi di creare o bolle speculative (come all’inizio sui titoli meno liquidi) o un grosso disallineamento tra la liquidità dello strumento e la liquidabilità del contenuto, cioè dei titoli  che sono all’interno del fondo, rendendo questo strumento di investimento una **buona opportunità fiscale che però va compreso molto bene prima di sottoscriverlo.**

## Cosa sono i PIR?

**L’introduzione dei [Piani Individuali di Risparmio a lungo termine](https://magazine.furstenbergsim.eu/come-risparmiare/investire-nei-pir-facciamo-chiarezza-sui-pro-e-contro-dei-piani-individuali-di-risparmio) è avvenuta all’inizio del 2017 al fine di incentivare l’investimento nelle piccole e medie imprese italiane (PMI).** La normativa prevedeva un vantaggio fiscale per i sottoscrittori di PIR, posto che fossero rispettati alcuni vincoli: almeno il 70% del valore complessivo degli attivi andava investito in strumenti finanziari, emessi da aziende italiane, residenti nel territorio nazionale,  e di questo 70%, almeno il 30% andava investito in strumenti finanziari emessi da aziende diverse da quelle del Ftse MIB italiano, quindi di fatto le small cap. **Questi vincoli rendevano l’investimento molto rischioso per essere concentrato esclusivamente sull’Italia, e fortemente esposto su strumenti poco liquidi.** Di conseguenza sin dal primo giorno  Euclidea ha suggerito la massima cautela negli investimenti in PIR, dove  crediamo  sia meglio non investire più del 10% del proprio portafoglio.

Essendo [Euclidea](https://www.euclidea.com/) una società che fa del controllo dei costi del sottostante il suo dogma abbiamo sempre incentivato il risparmiatore al controllo della commissione di gestione così come a non accettare nessun tipo di commissione di performance. Nei PIR c’è solo un attività di stock picking e il gestore deve sempre rimanere investito al 70%, per di più solo in Italia. Queste sono attività che secondo noi non giustificano nessuna commissione di performance.

## Cosa è successo nel 2019?

Poi è arrivata la **Legge di Bilancio 2019** (L. 145/2018), che ha aggiunto ulteriori vincoli, fermi restando quelli sopra riportati, la normativa 2019, chiede che la quota del 70% del valore complessivo del PIR debba essere investita:

- per almeno il 5% del valore complessivo in strumenti finanziari, ammessi alle negoziazioni sui sistemi multilaterali di negoziazione, emessi da PMI ammissibili;
- per almeno il 5% in quote o azioni di fondi per il Venture Capital, o in fondi di fondi per il Venture Capital.

Nel decreto attuativo il ministero dello Sviluppo Economico si è lasciato uno spazio di manovra: l’articolo 6 stabilisce infatti che, “decorsi sei mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto”, il ministero “provvederà al monitoraggio degli effetti sull’entità della raccolta e sul numero delle negoziazioni, anche al fine di valutare l’opportunità di interventi normativi ulteriori”.

Le nostre preoccupazioni su liquidità e diversificazione dello strumento, e quindi sul rischio, sono state espresse anche da Banca d’Italia nel primo [Rapporto sulla Stabilità Finanziaria 2019](https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/rapporto-stabilita/2019-1/index.html), a fine 2018. S**trumenti validi ma che hanno aumentato il rischio di perdite in mercati poco liquidi**, in particolare in caso di disinvestimenti anticipati.

Concludiamo ricordano che l’orizzonte temporale, e la consapevolezza di questo, rimane secondo noi il criterio più importante quando si investe, sia per i PIR che per qualsiasi strumento finanziario. Se decido di investire in strumenti rischiosi e poco liquidi devo anche essere consapevole di poter sopportare il rischio che essi comportano e nel caso dei PIR so di non dover riscattare per i prossimi 5 anni, salvo casi eccezionali.

Sembrano consigli facili da attuare, ma spesso totalmente trascurati dai risparmiatori perché mal consigliati dal proprio consulente finanziario.

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